“Non voglio foto in posa! Le Odio!” Tutti promettono foto naturali, ma solo 3 spose su 10 le avranno davvero!

Come essere 10 volte più belli in foto rimanendo se stessi, nelle foto del tuo matrimonio

By Beyourself Photo

Mai come in quest’ultimo periodo si vedono foto belle. Il digitale ha dato la possibilità a tanti di fare foto, quando prima c’erano quasi solo i professionisti. Il livello medio si è alzato.

Anche nel matrimonio è così. Vedere foto belle non è così raro. Questo fa si che ci sia molta più offerta di un tempo. Questo, unito poi alla facilità di arrivare ovunque in pochi clic, gli sposi hanno decine, centinaia di possibilità di scelta. Questo però ingenera una grande confusione perché non sai come scegliere.

Non basta però, fare foto belle! Non basta un album di foto belle, in quelle foto devono esserci gli sposi. Devono essere se stessi.

Sono molto gli sposi che alla fine hanno album con foto in cui non si riconoscono.

Possono essere anche belle, ma non si rivedono in quelle foto. E da qui nasce l’insoddisfazione di tantissime coppie! La chiave è che gli sposi oltre ad avere foto belle, devono rivedersi in quelle foto. DEVONO ESSERE SE STESSI!

  • Non bastano le promesse a parole di foto spontanee e naturali
  • Non basta il fotografo che con le solite barzelletta o qualche battuta pensa di metterti a tuo agio
  • Non basta scegliere basandosi sulle foto e gli album che ti mostrano in appuntamento. Perché sono persone e contesti che non conosci e no sai se sono ripetibili.

Siamo nell’epoca dell’immagine, dei selfie e delle mille foto sui social, ma farsi fotografare da un fotografo il giorno del matrimonio è molto diverso. È una giornata di stress, tensioni ed emozioni e hai di fronte il fotografo che è un estraneo. Tu non conosci lui e lui non conosce te. Spesso non ricorda nemmeno il tuo nome.

Forse lo avrai notato anche tu il fatto che molte persone, senza rendersene conto, davanti ad una macchina fotografica hanno la tendenza a mettersi in posa, in automatico. E spesso assumono espressioni innaturali. Pensano di essere disinvolti, mentre il risultato è quello di fare cose strane, buffe. Molto diverse rispetto alla normalità. Si vuole fare i disinvolti, ma si ottiene il risultato contrario.

Altra cosa che accade e che forse hai notato anche tu, è il fatto che in automatico, quando sai che ti stanno fotografando, inizi a farti mille domande.

Come mi metto? Verrò bene così? Qual è il mio lato migliore? Che devo fare ora? Dove guardo, cosa faccio, come lo/a abbraccio? e potrei andare avanti ancora
Con tutte queste preoccupazioni e domande in testa, la naturalezza non c’è di certo.

Il fatto che non è scontato essere naturali e spontanei davanti al fotografo, molto spesso viene sottovalutato dagli sposi. Ci si ritrova alla fine con un album e delle foto in cui non ti riconosci.
foto anche belle, ma che non raccontano di te, dove non sei te stesso.

La responsabilità è di chi non ti aiuta e non ti guida a capire come trovare il fotografo più adatto alle tue specifiche esigenze.

Invece là fuori trovi solo informazioni standard, che in realtà non aiutano nessuno. È normale che tu non sappia come muoverti. È la prima volta e non conosci le mille insidie del mondo del matrimonio e della fotografia di matrimonio. Non puoi sapere come funziona davvero. Così come non puoi sapere cosa accadrà poi quel giorno e come sarà una volta davanti al fotografo.

Perché le foto di matrimonio, non dipendono solo da quanto un fotografo sia bravo. Ma per la maggior parte dipende dagli sposi stessi. Il fotografo più talentuoso del mondo davanti a due sposi in imbarazzo, farà foto in cui si coglie l’imbarazzo.

E si finisce per avere le solite foto da matrimonio, anche belle sì, ma standard. Foto che nella maggior parte dei casi non raccontano gli sposi. Non c’è la loro anima e la loro essenza vera. Saranno foto anche belle, ma nelle quali gli sposi non si riconoscono. Questi però non sono ricordi autentici.

Un album deve raccontare gli sposi, la loro anima, la luce nei loro sguardi, i loro gesti, il loro modo di interagire. Deve rispecchiare chi sono.

Come è possibile fare in modo che le foto abbiano l’anima degli sposi?

Come è possibile fare in modo di raccontare attraverso le foto la loro essenza?

LAVORANDO GIÀ PRIMA DEL MATRIMONIO. Come fanno i fotografi più importanti in tutti i settori della fotografia, ma che invece nel matrimonio nessuno ( o quasi) fa!

Quando un fotografo grazie ad un lavoro già prima del matrimonio, porta gli sposi ad essere a loro agio liberi di esprimersi e di mostrare le proprie emozioni, senza timori e senza timidezze, le foto avranno la loro anima e raccontano la loro storia.

Questo VUOLE DIRE migliorare di molto la bellezza delle foto e avere un ricordo vero, non costruito.

Perché un album composto da foto solo belle non basta. Quelle foto oltre che belle devono raccontare degli sposi e il loro modo autentico di essere. Altrimenti, sarebbe un album in cui non ti riconosci.

Uno degli elementi che migliora di 10 volte, ma anche di 100 volte, come puoi venire in foto è che il fotografo ti faccia fare una prova fotografica. È qui che avviene la trasformazione.

È qui che avviene la trasformazione.

Non è il solito prematrimoniale in giro per la città in cui l’obiettivo del fotografo è fare foto sceniche con una luce particolare. È un incontro dedicato esclusivamente agli sposi, attraverso degli step studiati e 1000 piccoli/grandi consigli, in cui il fotografo li guida piano piano ad essere sempre più a loro agio e riuscire ad esprimere liberamente se stessi e le proprie emozioni davanti alla macchina fotografica.

Il fotografo deve sapere entrare in sintonia con gli sposi. Deve conoscerli per poterli guidare al meglio.

Se non fosse così, sarebbe come fanno tutti, un semplice clic, anche bello sì, ma freddo.

Il vantaggio di farlo prima è che a differenza del giorno del matrimonio, hai tutto il tempo che ti serve, senza fretta, lontani dal caos e dallo stress.

Non serve a “manipolare” gli sposi, ma per fargli tirare fuori chi sono, la loro essenza e aiutarli a farlo davanti ad una macchina fotografica. Devono potere essere spontanei.

Ogni persona è diversa e il fotografo deve avvicinarsi in modo diverso con ognuno. Per farlo ci si deve conoscere prima. Anche solo un po’. E poi guidarli verso l’essere sempre più spontanei in foto.  C’è chi è timido, chi è più estroverso.

Tutti possono migliorare come stare davanti alla camera. Non ci sono limiti. Anche chi pensa di essere già spontaneo, può arrivare ancora più su…

Perché il giorno del matrimonio, tutti devono potere essere la migliore versione di se stessi ed esprimere pienamente le loro emozioni, senza reticenze ne imbarazzi.

Questo è uno degli step importanti da fare prima del matrimonio insieme al creare una relazione con gli sposi. Conoscersi. Quando si è creata una sintonia, non improvvisata o casuale, tutto è più facile. E il risultato finale sarà molto diverso.

La prova fotografica è prendersi cura degli sposi concretamente, guidarli con mille piccoli consigli e facendogli vedere subito un risultato certo.

Fare una prova fotografica prima del matrimonio, significa che il fotografo sicuramente non dovrà metterli in posa il giorno del matrimonio, come invece si fa quando si ha di fronte sposi in imbarazzo e che non sanno cosa fare e come essere spontanei.

La prova fotografica è creare una sintonia tra fotografo, sposi e macchina fotografica e portarli ad essere spontanei e se stessi in foto. Già prima del matrimonio. E cambia tutto. Lo vediamo dal primo momento in cui entriamo a casa degli sposi la mattina. Non accolgono un estraneo, accolgono un amico, che è li per loro e che gli ha già mostrato cosa può fare per loro e per i ricordi di quel giorno.

Facendo la prova fotografica, si eviterà di essere costretti a mettere gli sposi in posa e dirgli cosa fare e come o di creare un set con foto finte, come accade invece sempre normalmente il giorno del matrimonio, quando inevitabilmente il fotografo è in difficoltà perché gli sposi non sanno che fare.

Vedersi prima, conoscersi e fare la prova fotografica, invece, significa che crea le condizioni ideali, le migliori perché gli sposi, possano esprimersi al meglio, al massimo.

Ti chiederai: “Perché nessun fotografo di matrimonio lo fa? Forse perché non serve in realtà?

Non lo fa nessuno perché, richiede molto impegno da parte del fotografo. Tempo, capacità di creare sintonia, voglia di ottenere un risultato migliore, non accontentandosi.

In generale, l’obiettivo è fare foto belle, non gli importa se la sposa si riconosca o meno in quelle foto. Non gli importa se in quelle foto ci sia davvero l’anima degli sposi.

Le foto devono essere un esercizio di stile, spesso vuoto, oppure oltre che belle devono essere un ricordo vero da tramandare ai figli, ai nipoti?

La risposta la puoi dare solo tu.

Partiamo dal presupposto che sceglierai un fotografo perché ti piacciono le sue foto.

Pensa come sarebbero le foto del tuo album di matrimonio, se avessi creato da prima una grande sintonia con lui. Pensa come sarebbe se quel giorno, se già sapessi come essere te stesso e senza dover perdere tempo per rompere il ghiaccio e “scioglierti”, potessi da subito essere a tuo agio, pienamente te stesso, libero di esprimere i tuoi sentimenti. Il fotografo non dovrebbe dirti ogni due per tre cosa fare, dove guardare, come tenervi per mano, se baciarvi o meno e quando, facendoti alla fine le solite foto.

Tutti ti dicono che si prendono cura di te, salvo poi dalla firma del contratto vedersi soltanto il giorno del matrimonio.

Le foto del tuo matrimonio non si fanno solo al momento dello scatto, il giorno del matrimonio, ma è fondamentale la preparazione di quegli scatti. Tutto ciò che c’è prima.

Il giorno stesso certo, si fanno gli scatti, ma potrebbero essere molto migliori se prima ci fosse una preparazione. Già conosci il fotografo e ti ha messo davanti alla sua macchina fotografica.

Questo ti consente di sapere cosa succede al momento delle foto, avere la tranquillità di avere già rotto il ghiaccio e avere la sicurezza di non dovere perdere tempo prezioso.

Perché quel giorno il tempo vola…

Se ci pensi bene, lavorare prima è proprio quello che fanno tutti i più grandi fotografi per fare delle foto che rappresentino una persona, che abbiano l’anima del soggetto, che li racconti. Non improvvisano il giorno stesso, ma preparano il momento dello scatto. Creano una relazione, una sintonia e solo dopo c’è lo scatto. Potrei scrivere centinaia di esempi di nomi di fotografi.

Ad esempio, Annie Leibovitz, la grande artista della fotografia, oppure Anton Corbijn fotografo che per cogliere l’anima dei propri soggetti, molti dei quali gruppi rock famosissimi, li segue per giorni e giorni. Così come i grandi fotografi del reportage, che prima di scattare, si documentano, vivono quella cultura, entrano in punta di piedi in un ambiente, conoscono le persone, i luoghi, le situazioni e poi dopo giorni, spesso settimane, quando le persone non si rendono più conto della loro presenza, iniziano a scattare.

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